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Nuova piazza di Poggio a Marciana

Nuova piazza di Poggio a Marciana.
Da oltre due mesi Poggio è tornato l’ombelico dell’Elba con il restauro e la riapertura del salotto buono in piazza del Castagneto, lastricata con il granito elbano (si riconosce negli antichi monumenti in specie a Roma e Pisa per il brillare al sole delle sue perline di quarzo) e famosa per il monolite di sei metri lasciato in eredità da Giò Pomodoro, artista di valore universale.

Ideato dal “Circolo amici di Poggio” e realizzato dal Comune di Marciana con la mano dell’architetto Paolo Ferruzzi, il complesso monumentale, arricchito da insegne in ceramica di produzione locale con i colori del borgo e del paese, non ha uguali nell’isola per caratteristiche paesagistiche, storiche e culturali.
La piazza è un balcone sul mare di Marciana Marina, è il cuore di un paese dell’VIII secolo, ed è stata la culla del turismo elbano fin dagli albori negli anni ’50 del secolo scorso, nonchè è un proscenio dal fascino unico del genere per le sue quinte tranquille e indisturbate (un foro/teatro come nell’antica Roma e nell’antica Grecia) per spettacoli e raduni festosi. Fiore all’occhiello del Comune di Marciana, merita la palma di complesso monumentale con diritto a una speciale tutela di salvaguardia nella manutenzione e nelle opere di restauro.
Peraltro, nulla di nuovo sotto il sole elbano con la recente elibera portoferraiese che riconosce la specificità delle scale medicee. L’Elba ha tutte le carte in regola per testimoniare i suoi tesori migliori anche nel dopo mare.

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01

Fotografie Isola d’Elba

Raccolta di Fotografie dell’Isola d’Elba.

ago
22

Elenco Hotel Isola d’Elba

Segue un elenco degli Hotel Elba dove poter trascorrere le vacanze in tutto relax sull`Isola d`Elba.

Informazioni e riferimenti utili per la tua vacanza all’Isola d’Elba, inoltre prenota il tuo hotel dove trascorrere le vacanze in tutto relax.


Hotel 5 stelle Isola d’Elba
Hotel Hermitage – la Biodola Portoferraio
Hotel Villa Ottone – Portoferraio


Hotel 4 stelle Isola d’Elba
Hotel Fabricia – Portoferraio
Hotel Residence Le Acacie – Naregno, Capoliveri
Hotel Montecristo – Campo nell’Elba
Hotel Riva del Sole – Campo nell’Elba
Hotel Baia Imperiale – Campo nell’Elba
Hotel Perla del Golfo – Marciana
Hotel Plaza – Porto Azzurro
Hotel Tametici – Marciana Marina


Hotel 3 stelle Isola d’Elba
Hotel Alma – Fetovaia
Hotel Vilal Giulia – Capoliveri
Hotel La Primula – Marciana Marina
Hotel Danila – Portoferraio
Hotel Stella Maris – Capoliveri
Hotel Costa dei Gabbiani – Capoliveri
Hotel Due Torri – Porto Arruzzo
Hotel Villa Mare – Porto Arruzzo
Hotel Villa Cristina – Campo nell`Elba
Hotel Galli – Campo nell’Elba
Hotel Franks – Capoliveri
Hotel Lo Scirocco – Campo nell’Elba
Hotel Villa Rosa – Portoferraio
Hotel Brigantino – Procchio
Hotel Paradiso Portoferraio


Hotel 2 stelle Isola d’Elba
Hotel Imperia – Marciana Marina
Hotel Grotte del Paradiso – Portoferraio
Hotel La Scogliera – Capoliveri
Hotel Baia Blu – Porto Arruzzo

ago
22

Prenotazione Traghetto per Isola d`Elba

ago
18

Nuovi Ormeggi a Porto Azzurro

Aperto all’ormeggio il molo foraneo di Porto Azzurro.
Cambia assetto la portualità turistica del paese. Dopo la rimozione dei pontili oggetto di un contenzioso, sono stati ricavati 15 posti, di grandi dimensioni, nella diga appena ristrutturata. Fra i primi ospiti illustri il ministro Matteoli, che ha trascorso il Ferragosto all’Elba ed è reduce da Marciana Marina.
Cambia fisionomia il porto di Porto Azzurro. Un primo cambiamento, a dire il vero era avvenuto già alla fine del mese di maggio, quando il Comune, al termine di un lungo braccio di ferro, aveva intimato la rimozione dei pontili galleggianti della ditta Brokers del Mediterraneo, a causa di una concessione demaniale scaduta e non rinnovata, privando per questa stagione la ricettività diportistica dell’approdo di ben 117 posti barca.
In attesa di potersi riappropriare dello specchio d’acqua e della regolamentazione urbanistica che dovrà portare al ripristino della situazione precedente, l’amministrazione comunale ha puntato tutto sulla diga foranea, sulla quale sono stati appena conclusi dei lavori di prolungamento e consolidamento.

Obiettivo dichiarato – e raggiunto da qualche giorno – aumentare la ricettività dell’approdo di altri 15-16 posti barca: pochi, certamente, ma di dimensioni e potenzialità decisamente superiori. Ora alla fonda ci sono imbarcazioni importanti, e in arrivo a Porto Azzurro ci sarebbe anche qualche Vip, pronto a godersi la seconda parte dell’estate in questo stupendo angolo della nostra isola.

Il primo ospite illustre della nuova banchina è stato il ministro dei trasporti Altero Matteoli, che ha trascorso il Ferragosto all’Elba, dapprima approdando a Marciana Marina e poi trattenendosi qualche giorno a Porto Azzurro, da dove è ripartito questa mattina alla volta di Roma.

ago
18

La cancellazione dei ponti all`Isola d`Elba costa circa 15 milioni

La cancellazione dei ponti all`Isola d`Elba costa circa 15 milioni.
Gli albergatori contrari la misura prevista dal governo per aumentare la produttività. Tre milioni i mancati ricavi, moltiplicati per cinque come danno complessivo alla ricettività. De Ferrari: “E’ la legge-killer del turismo”.
Avevano previsto – le abbiamo dedicato l’apertura tre giorni fa – che la soppressione dei ponti non avrebbe lasciato indifferenti le imprese del turismo elbano.
Gli albergatori oggi si ribellano, e lo fanno cifre alla mano: sarebbe di 3 milioni, ma considerato l’indotto di 15, il danno per l’Elba. “La soppressione dei ponti di primavera nel 2012, appena decisa dal Governo per favorire l’aumento del PIL italiano, causerà nel solo settore ricettivo elbano una perdita di ricavi per circa 3 milioni di euro”, afferma De Ferrari, presidente degli Albergatori.
La soppressione dei ponti di primavera nel 2012, appena decisa dal Governo per favorire l’aumento del PIL italiano, causerà nel solo settore ricettivo elbano una perdita di ricavi per circa 3 milioni di euro”, afferma De Ferrari, presidente degli Albergatori. Considerando inoltre che l’indotto del icettivo è valutato da tre a cinque volte il ricavo del settore – prosegue De Ferrari‐ e che assisteremo ad una sicura contrazione delle presenze dei proprietari di ville e case, stimiamo in non meno di 15milioni di Euro, il danno economico per l’Elba se questa misura venisse confermata.
Ancora una volta si fanno i conti solo per salvaguardare l’industria tradizionale come se il turismo, che contribuisce quasi al 10% del Pil nazionale, non valesse nulla.

ago
18

Sull`Isola d`Elba avvistata Google street view

Sull`Isola d`Elba avvistata Google street view.
Fotografata alla Sghinghetta e nel Campese l’auto con undici obiettivi che ritraggono immagini utilizzate da Maps ed Earth, che fanno vedere strade e città (presto dunque anche la nostra isola) ai naviganti di tutto il mondo.
Una google cars è stata avvistata questa mattina per le vie della periferia di Portoferraio. Il nostro obiettivo l’ha inquadrata mentre fotografava le strade della Sghinghetta.
Le google cars sono le auto che ritraggono immagini per Google street view, la caratteristica di Google Maps e Google Earth che fornisce viste panoramiche a 360° in orizzontale e a 290° in verticale lungo le strade e permette agli utenti di vedere parti di varie città del mondo.
Per realizzare le foto Google si serve di apposite fotocamere dotate di 11 obiettivi, collocate sopra le google cars.
In Europa il servizio si serve delle Opel Astra, ed era proprio quella che questa mattina riprendeva le strade portoferraiesi.

ago
05

Isola del Giglio

Isola del Giglio.
Anche se rispetto all’Elba si può considerare quasi minuscola, l’isola del Giglio è la seconda dell’Arcipelago Toscano ed è la meta ideale per chi cerca un’immersione completa nella natura e una tranquillità ormai difficili da trovare nelle località marine elbane, prese letteralmente d’assalto dai turisti nel periodo di alta stagione estiva. Il profilo del Giglio è prevalentemente montuoso e la dorsale centrale dell’isola digrada dolcemente verso il mare: fatta eccezione per il promontorio del Franco, caratterizzato da calcari cavernosi, l’isola è costituita interamente da rocce di granito e dal suo picco più alto, il Poggio della Pagana posto a quasi 500 metri sul livello del mare, si gode un panorama straordinario su tutto l’Arcipelago. Nonostante la natura prevalentemente montuosa del Giglio non mancano le aree coltivate, in particolare nella zona del Campese, nella Piana del Santo, sul Franco e alla Fontuccia. Analogamente a quanto è accaduto all’Elba, gli incendi, la pastorizia e le attività agricole hanno provocato la quasi totale scomparsa dei boschi d’alto fusto che un tempo ricoprivano l’isola, attualmente vestita di un lussureggiante manto di macchia mediterranea. L’agricoltura e la pesca hanno ormai cessato di rappresentare le voci più consistenti dell’economia gigliese, per lasciare spazio al turismo che oggi è la principale fonte di ricchezza per gli abitanti.

Si sono rinvenute tracce che testimoniano della presenza umana sull’isola già in epoca preistorica, ed è stata accertata anche la frequentazione degli etruschi che probabilmente si servirono del Giglio come avamposto militare. Il periodo di massimo splendore fu per l’isola toscana quello legato alla presenza dei patrizi romani della famiglia dei Domizi Enobarbi, che ne fecero un nodo marittimo fondamentale per gli scambi commerciali tra le diverse province dell’Impero. Ancora oggi rimane traccia di questo florido periodo nella Villa romana che fu residenza degli Enobarbi e nei tanti relitti adagiati sui fondali immediatamente vicini alle coste del Giglio.
Successivamente l’Isola del Giglio passò nelle mani di innumerevoli signori e padroni, sempre preda delle incursioni dei pirati, anche di quelli terribili come il Barbarossa che riuscì a raderla letteralmente al suolo. La fine delle incursioni piratesche e saracene fu segnata il 18 novembre del 1799, quando i gigliesi sconfissero i “turchi” in una eroica battaglia che li rese finalmente liberi e nuovamente padroni della loro terra. Prese dunque l’avvio un lungo periodo di pace che favorì la ripresa delle attività economiche, l’incremento demografico e condusse all’intensificazione dell’attività mineraria. Si riaprirono anche le cave di granito, già in uso ai tempi dei Romani, e ripresero le esportazioni del materiale indubbiamente più pregiato del Giglio che ancora oggi decora alcuni dei palazzi signorili della Roma antica ed innumerevoli basiliche italiane. E’ fuor di dubbio che attualmente siano gli strepitosi fondali la maggior attrattiva dell’isola: l’habitat originario è stato salvaguardato da un’intelligente politica di tutela ambientale e continua a rappresentare un vero e proprio tesoro sommerso che attira qui migliaia di sub ogni anno. Dal fondo sabbioso emergono gli imponenti basamenti granitici che circondano le coste, le pareti rocciose sono coperte di gorgonie tra le quali si aggirano saraghi, cernie, murene, corvine e gronghi. Le rocce che sbucano fuori dalla sabbia del fondale costituiscono delle secche brulicanti di vita, e sono frequenti gli incontri con pesci luna, dentici, banchi di tonni ricciole e barracuda.
Gli appassionati di fotografia subacquea non avranno problemi a trovare soggetti entusiasmanti per le loro inquadrature: protagoniste assolute del set sottomarino gigliese sono le spugne gialle a candelabro, gli spirografi e la gerardia savaglia. Per chi non intende immergersi armato di bombole e videocamera, l’isola offre coste assai variegate con scogliere a picco sul mare punteggiate da calette e piccole spiagge sabbiose al riparo dai venti. La piaggia dell’Arenella è pittoresca e regala un’atmosfera romantica, ugualmente piacevoli sono le spiaggette del Campese, di Cala delle Cannelle e Cala delle Caldane. Nei pressi di Giglio Porto merita almeno una sosta di un paio d’ore la minuscola Cala del Saraceno. Anche gli amanti delle passeggiate naturalistiche e del bird watching troveranno un ampio ventaglio di possibilità per divertirsi, a patto di mettere in valigia l’attrezzatura giusta e di non cimentarsi con il trekking nelle ore più calde della giornata, quando il sole è impietoso sui sentieri di roccia. Una passeggiata facile e di breve durata è quella che consente di raggiungere Castello in circa un’ora e mezza partendo da Giglio Porto: lungo la strada che collega le due località, si imbocca una mulattiera nei pressi del bivio per l’Arenella. Il percorso immerso nella macchia mediterranea costeggia un lecceto che dal Pettaio arriva al Vado di San Giorgio. Poco più avanti un’aia in granito permette di godersi un panorama splendido su Cala dell’Arenella, la Caletta e Torre del Lazzaretto.
Proseguendo lungo il sentiero si sbuca proprio nella piazzetta davanti alle mura di Giglio Castello. Da questa località si diparte un percorso di media difficoltà che in circa tre ore conduce alla Punta del Capel Rosso: si segue la strada panoramica che parte da Castello e all’altezza del Vado del Catinello si imbocca un sentiero. Oltrepassato anche il Vado di Pietrabona, si costeggia il Poggio del Serrone camminando tra vigneti e pini domestici. Il sentiero continua a salire per circa mezz’ora, fino a condurci in un punto panoramico da dove si possono scorgere il mare e il profilo dell’isola di Giannutri: il faro di Capel Rosso è proprio dirimpetto e da qui il sentiero inizia a scendere verso la punta meridionale dell’isola, segnando un percorso immerso tra cespugli di ginestra e cisto. La stessa Punta del Capel Rosso si può raggiungere anche imboccando un secondo sentiero che si diparte sempre nelle vicinanze di Castello, ma affrontando un percorso più impegnativo che richiede circa sei ore di cammino. Il sentiero parte a sud di Castello, in località Le Porte: oltrepassata una piccola cava, il sentiero comincia a scendere e si oltrepassano Cala delle Cannelle, Punta di Capo Marino e Cala delle Caldane. Dopo quasi un’ora di cammino si aggirano le creste dei Castellucci per trovarsi su una sella posta lungo la dorsale montuosa dell’isola. E’ un vero santuario per gli amanti della natura: qui si avvistano con relativa facilità il coniglio selvatico e la poiana. Un bivio sulla destra conduce a Poggio Terneti, da dove il sentiero scende nella macchia fino a guadagnare il masso granitico al quale si dà il nome di Poggio del Sasso Ritto: qui si apre una vista splendida su Cala delle Caldane, Cala delle Cannelle e Punta del Lazzaretto. Dopo essersi gustati il panorama, si prende il bivio per Mortoleto da dove il sentiero prosegue costeggiando alcuni vigneti a terrazze ormai abbandonati, per poi restringersi fino a raggiungere il faro e la Punta di Capel Rosso: a destra del faro si imbocca una gradinata scolpita nel granito che conduce fino al mare, sopra a Cala Saracinesca e dirimpetto a Giannutri e all’Argentario.

ago
05

Economia Isola d`Elba

L’ECONOMIA DELL’ARCIPELAGO TOSCANO
I più grossi interventi fatti dallo stato italiano in campo economico, peraltro non sempre azzeccati, risalgono al periodo immediatamente successivo al secondo conflitto mondiale, quando si rilanciarono l’edilizia e la costruzione delle principali infrastrutture nel tentativo di colmare il vuoto occupazionale determinato dalla chiusura dell’imponente complesso siderurgico di Portoferraio. Oggi, fatta eccezione per quelle zone dell’Arcipelago interdette ai visitatori e trasformate ormai da qualche anno in santuari della ricerca e della conservazione, le isole toscane reggono la loro economia sullo sfruttamento del turismo. I servizi e le attività legate all’accoglienza dei visitatori sono indubbiamente la molla dello sviluppo dell’Acipelago Toscano e la principale fonte di ricchezza per i suoi abitanti: la gestione delle strutture ricettive, la ristorazione, le attività commerciali e i servizi offerti al turista non solo rendono gradevolissime le sue vacanze ma gonfiano ovviamente anche le tasche degli isolani.
Nelle maggiori isole toscane quella del turismo ha assunto l’aspetto di una vera e propria industria anche se, fortunatamente, l’intensa attività edilizia degli anni ’70 si è fermata in tempo, riuscendo a non coprire le meraviglie di questi luoghi sotto un’enorme colata di cemento. Specialmente nei versanti in cui si è scommesso proprio tutto sul turismo si è optato per la conservazione del paesaggio e delle architetture più tipiche, evitando una cementificazione selvaggia che a suon di residence avrebbe finito per dare un volto unico ed omogeneo a tutte le zone dell’Arcipelago.
Comunque bar e ristoranti, alberghi e villaggi turistici, locali notturni, discoteche e parchi giochi studiati per soddisfare anche i gusti e i bisogni più stravaganti dei visitatori, costituiscono il cuore pulsante delle isole toscane.
Oltre a questo aspetto, peraltro piuttosto ovvio, dell’economia di quella parte di isole aperta ai visitatori, è fiorente anche l’attività dei cantieri navali, visto che le imbarcazioni qui sono da considerarsi il mezzo di trasporto in assoluto più utilizzato.
Discreta vitalità ha riguadagnato recentemente anche l’agricoltura che ai primi del Novecento rischiò l’abbandono totale: un’epidemia di filossera devastò interamente i vigneti, l’emigrazione e la polverizzazione delle proprietà, l’illusione di facili guadagni offerta dall’attività estrattiva determinarono l’abbandono di quasi tutte le coltivazioni nelle isole dell’Arcipelago, ad eccezione di Montecristo dove le coltivazioni non sono mai esistite poiché il terreno è completamente roccioso e l’attività prevalente è da sempre la pesca. Si può comunque affermare che la ripresa dell’agricoltura, in particolar modo all’Elba e al Giglio, sia stata anch’essa stimolata dall’avvento del turismo di massa, visto che la molla che ha fatto scattare la ripresa della viticoltura è stata proprio la grande richiesta di vini che si registra nel periodo estivo.
La coltivazione della vite si può quindi definire un indotto del turismo e, proprio per rispondere alle esigenze dei visitatori, si è giunti qualche anno fa alla costituzione di un Consorzio di tutela dei vini dell’Elba che rappresenta attualmente quasi il 70% dell’uva Doc prodotta e vinificata sull’isola e sta progettando la realizzazione di una serie di Itinerari noti come Strade del vino, che si rivolgano in maniera specifica a quanti mostrino di prediligere il turismo rurale ed enogastronomico. Naturalmente l’altra attività economica prevalente dell’Arcipelago Toscano è la pesca che ha comunque subito una brusca battuta d’arresto ai primi del Novecento per via delle stragi indisciplinate di pesci.

ago
05

Arte e Cultura dell`Isola d`Elba

Difficilmente riuscirete a trovare luoghi che al pari dell’Arcipelago Toscano offrono assieme al mare cristallino e ad una natura lussureggiante un patrimonio storico e artistico di tanto rilievo.
Al centro delle rotte commerciali e militari fin dagli albori della civiltà, le isole toscane hanno subito nel corso dei secoli innumerevoli invasioni e dominazioni, e pressoché tutte le civiltà mediterranee hanno lasciato la loro orma nelle architetture, nelle opere d’arte e nelle tradizioni.
Rimangono tracce del periodo etrusco nelle necropoli e nei resti di antichi forni per la fusione del ferro, e della presenza dei romani che, oltre a proseguire nello sfruttamento delle risorse minerarie dell’Arcipelago, valorizzarono anche i giacimenti di granito e costruirono ville, terme e fortificazioni per proteggersi dagli assalti dei pirati.
Nel Medioevo fu la Repubblica marinara di Pisa a mettere le mani sui tesori del sottosuolo, ma oltre a sfruttare le risorse dell’Arcipelago, lo impreziosì con raffinate chiese in stile romanico, la possente Fortezze di Marciana e il maniero del Volterraio eretto a guardia dei monti e dei mari.
Al periodo mediceo risale invece l’edificazione di Portoferraio, un vero e proprio gioiello dell’urbanistica militare che venne ribattezzata Cosmopoli per sottolineare la perfetta armonia raggiunta fra la terra, il mare e i nuovi edifici.
Il forte di San Giacomo è invece testimone del periodo in cui a dominare l’Arcipelago furono gli spagnoli, ma naturalmente il personaggio che ha influenzato l’urbanistica elbana in maniera più profonda ed incisiva è stato Napoleone Bonaparte che in dieci mesi di permanenza sull’isola fece costruire ponti e strade, riorganizzò l’economia mineraria, incrementò la produzione e l’esportazione del vino.

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